Banner

Bracciano Sailing Contest

Click on the slide!

470

470

Il 470 nasce nel 1963 dalla matita del francese Andrè Cornu. Dalle prime prove in acqua è subito emerso che…

Click on the slide!

420

L’idea del 420 nacque nel 1958, quando si incontrarono Cristian Maury, architetto e M. Lanaverre, proprietario di un piccolo cantiere.…

Click on the slide!

Snipe

Snipe

Serious Sailing Serious Fun! “La competizione abbinata al disegno della barca rende lo Snipe la Classe dove puoi lavorare sulla…

Click on the slide!

Hobie Cat 16

Hobby Cat 16

Hobie Cat 16

Click on the slide!

Laser

Laser

Laser Standard;  Laser Radial;  Laser 4.7; 

Click on the slide!

Contender

Contender

Il Contender è una imbarcazione da regata, a deriva mobile e governata da un'unica persona (equipaggio singolo). Il progetto è…

Click on the slide!

Tornado

  Il Tornado è stato disegnato nel 1967 dall’inglese Rodney March con l’aiuto di Terry Pierce e Reg White, specificatamente…

Click on the slide!

555

Con la deriva chiamata “555FIV”, la Federazione Italiana Vela ha varato una nuova imbarcazione destinata a invadere le scuole di…

Frontpage Slideshow (version 2.0.0) - Copyright © 2006-2008 by JoomlaWorks

CIRCOLI CO.BRA.SAIL

FlyingJunior | Stampa |  E-mail
Sullo slancio del successo del Flying Ducthman, dichiarato dopo severi confronti internazionali, la migliore
deriva a due da ammettere alle Olimpiadi 1960 e a richiesta del compianto Conrad Th. Gulcher e del
K.V.N.W.V. alla fine di Dicembre del 1954 l’architetto olandese Ulike van Essen progettava anche una
barca di dimensioni ridotte (2/3) denominandola FLYING JUNIOR.
Come per la barca maggiore, sole imposizioni furono fissate nella monotipia dello scafo (all’esterno), della
deriva, della pala del timone e del piano velico. Chiunque poteva costruire disegnando a piacere la
coperta ed usando tutti i materiali e le attrezzature allora disponibili. L’idea ebbe immediato successo e
malgrado l’Olanda fosse un paese in cui non mancavano natanti, avvenne la fioritura delle costruzioni, sia
in ply-wood che in vetroresina.
La sentita necessità di una barca moderna dalle piccole dimensioni, l’intensa propaganda (tra l’altro in
occasione del primo Campionato del Mondo F.D. a Rimini nel 1957 furono organizzate diverse regate
presso i Circoli della Romagna con la presenza di vari F.J. stranieri), l’entrata in lizza di vari altri Cantieri
condussero celermente all’assegnazione di ben 236 numeri velici, con barche all’80 % stazzate e
praticanti: in quel momento il F.J. era di gran lunga la barca più diffusa in Italia!
Cosa significa “JUNIOR”? Purtroppo l’aggettivo fu quasi subito male interpretato da molti, forse da troppi,
praticanti o meno, si pensò “PER GIOVANI”. Errore che già portò ad una polemichetta fra la Redazione ed
il Segretario di Classe sui numeri di Ottobre e Novembre di YACTHING ITALIANO di Bruno Ziravello.
Il concetto della denominazione era (ed è) di “MINORE” nei confronti dell’F.D. ed allo stesso
propedeutico.
Indichiamone una: l’organizzazione del Campionato Italiano libero a tutti fu concessa solo quando il F.J.
fu ammesso dall’I.Y.R.U. ( ora I.S.A.F.) tra le Classi Internazionali.
Comunque il F.J. BARCA PER TUTTI così come è ora, trapezio compreso, dimostra chiaramente di essere
un attrezzo tecnicamente al massimo livello e di non temere confronti…..
Per finire: quando è stato assegnato l’ultimo dei circa 900 F.J. Arancione, a dimostrazione che la barca
viveva di vita propria, non solo, ma che produceva fior fiore di gente brava tipo presenze ed anche
vittorie in Campionati del Mondo, d’Europa, Olimpiadi e Coppa dell’America (due terzi dell’equipaggio di
“Azzurra” erano “nati” sul F.J.), i numeri velici assegnati avevano superato il 3500. Oggi siamo al numero
3777 ed oltre ai pochi di cui sopra siamo certi che almeno 300 sarebbero pronti a sbucare dall’ombra dei
capannoni dei Circoli solo se si verificasse un richiamo di una certa consistenza e tenuto conto che da
tempo si dice “INTERNATIONAL FJ CLASS” (n.b. FJ senza puntini) e non più “INTERNATIONAL FLYING
JUNIOR CLASS”: lo JUNIOR non si addice proprio al nostro PICCOLO GRANDE SCAFO.
Dino ANFOSSO

Sullo slancio del successo del Flying Ducthman, dichiarato dopo severi confronti internazionali, la migliore deriva a due da ammettere alle Olimpiadi 1960 e a richiesta del compianto Conrad Th. Gulcher e delK.V.N.W.V. alla fine di Dicembre del 1954 l’architetto olandese Ulike van Essen progettava anche una barca di dimensioni ridotte (2/3) denominandola FLYING JUNIOR.

Come per la barca maggiore, sole imposizioni furono fissate nella monotipia dello scafo (all’esterno), della deriva, della pala del timone e del piano velico. Chiunque poteva costruire disegnando a piacere lacoperta ed usando tutti i materiali e le attrezzature allora disponibili. L’idea ebbe immediato successo emalgrado l’Olanda fosse un paese in cui non mancavano natanti, avvenne la fioritura delle costruzioni, siain ply-wood che in vetroresina.foto fj poppa

La sentita necessità di una barca moderna dalle piccole dimensioni, l’intensa propaganda (tra l’altro inoccasione del primo Campionato del Mondo F.D. a Rimini nel 1957 furono organizzate diverse regatepresso i Circoli della Romagna con la presenza di vari F.J. stranieri), l’entrata in lizza di vari altri Cantieri condussero celermente all’assegnazione di ben 236 numeri velici, con barche all’80 % stazzate epraticanti: in quel momento il F.J. era di gran lunga la barca più diffusa in Italia!

Cosa significa “JUNIOR”? Purtroppo l’aggettivo fu quasi subito male interpretato da molti, forse da troppi,praticanti o meno, si pensò “PER GIOVANI”. Errore che già portò ad una polemichetta fra la Redazione edil Segretario di Classe sui numeri di Ottobre e Novembre di YACTHING ITALIANO di Bruno Ziravello.

Il concetto della denominazione era (ed è) di “MINORE” nei confronti dell’F.D. ed allo stesso propedeutico.

Indichiamone una: l’organizzazione del Campionato Italiano libero a tutti fu concessa solo quando il F.J.fu ammesso dall’I.Y.R.U. ( ora W.S.) tra le Classi Internazionali.

Comunque il F.J. BARCA PER TUTTI così come è ora, trapezio compreso, dimostra chiaramente di essereun attrezzo tecnicamente al massimo livello e di non temere confronti…..partenza fj

Per finire: quando è stato assegnato l’ultimo dei circa 900 F.J. Arancione, a dimostrazione che la barcaviveva di vita propria, non solo, ma che produceva fior fiore di gente brava tipo presenze ed anche vittorie in Campionati del Mondo, d’Europa, Olimpiadi e Coppa dell’America (due terzi dell’equipaggio di“Azzurra” erano “nati” sul F.J.), i numeri velici assegnati avevano superato il 3500. Oggi siamo al numero3777 ed oltre ai pochi di cui sopra siamo certi che almeno 300 sarebbero pronti a sbucare dall’ombra deicapannoni dei Circoli solo se si verificasse un richiamo di una certa consistenza e tenuto conto che datempo si dice “INTERNATIONAL FJ CLASS” (n.b. FJ senza puntini) e non più “INTERNATIONAL FLYINGJUNIOR CLASS”: lo JUNIOR non si addice proprio al nostro PICCOLO GRANDE SCAFO.

Dino ANFOSSO

SITO http://www.fjclassitalia.it/w2/